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Il Milan e il mercato invernale, un silenzio che fa rumore: i nuovi acquisti saranno i recuperi

Fassone_Milan

Da una sessione di mercato estiva senza precedenti, con ben undici acquisti portati sulla sponda rossonera di Milano, al generale immobilismo di un mese di gennaio sinora silenziosissimo, con qualche minimo rumore causato solo da operazioni minoritarie (nonché comunque complesse e ancora lontanissime da una positiva conclusione) in uscita. Esistono due mondi agli antipodi, nel calciomercato di casa Milan, tra un giugno-luglio scoppiettante e ricco di colpi di scena ed un inverno piatto, gelido, grigio: colore che ha contraddistinto la prima parte di stagione rossonera, nettamente al di sotto delle aspettative nonostante un totale miglioramento e rifacimento della rosa, e l’umore dei tifosi, mai (come da copione) paghi e sempre speranzosi riguardo qualche colpo improvviso per regalare a Gattuso nuove, importanti alternative.

Già: oltre 200 milioni per portare una squadra tra le prime 4 del campionato di Serie A, a meno di clamorosi ribaltoni, possono anche non bastare. E non coprire soprattutto, tra cambi di rotta inattesi, il corpo di una squadra ritrovatasi a vestire due abiti ben differenti, tra il consolidato 4-3-3 e la novità 3-5-2 (pur con varie sfaccettature): moduli che hanno evidenziato, in un modo o nell’altro, la mancanza di elementi utili a sostituire perni importanti, destinati con tre competizioni da portare avanti a risentire e mostrare inevitabilmente, con il tempo, anche di un pizzico di stanchezza ed usura.

Massimiliano Mirabelli, sinora, è stato piuttosto chiaro: nei primi mesi del 2018 l’obiettivo sarà valorizzare e ritrovare chi si è perso nel girone d’andata, con Calhanoglu, Biglia e il duo Kalinic-André Silva su tutti, e non intervenire in maniera categorica sul mercato in entrata. Eppure chi si lancia in commenti e richieste pro nuovi arrivi dalle parti di Milanello, chiedendo rinforzi, proprio tutti i torti non li avrebbe: sin dal via, ai fatti, nessun elemento nella rosa a disposizione di Montella (ed attualmente Gattuso) possiede infatti le caratteristiche per far rifiatare un giocatore come Franck Kessie. Corsa, inserimenti, fisicità: qualità che senza l’ivoriano, nella linea mediana a 3 rossonera, spariscono in maniera pressoché istantanea, portando a riflettere su una vecchia conoscenza salutata, forse troppo frettolosamente, in estate. Pare piuttosto beffardo infatti, nell’osservare le pedine del centrocampo del Milan, notare come uno alla Juraj Kucka, in alternativa all’ex Atalanta, avrebbe potuto tranquillamente rappresentare il sostituto homemade nella rosa milanista: l’attuale presenza a Milano dello slovacco, ceduto al Trabzonspor, sarebbe forse valsa qualcosa in più dei 6 milioni incassati, a giudicare anche dalla positiva stagione disputata nell’anno del ritorno del Milan in Europa. E se guardare al futuro diventa ormai alternativa obbligata, con calciatori come Jankto tenuti sott’occhio e una lunga lista di profili interessanti emersa dalla Bundesliga, farlo con il presente dovrebbe risultare ai limiti del consigliabile, con il rischio ormai concreto di vedere talvolta Kessie (senza alcun nuovo arrivo a gennaio) alla canna del gas.

Meno impellente ma pur sempre sottolineabile, rispetto alla ricerca di una nuova mezz’ala di quantità, anche la presenza di un’alternativa a Suso o Calhanoglu, con Bonaventura fisso nei 3 di centrocampo ed il solo Borini pronto a subentrare dalla panchina: per identikit, diverso rispetto al talento di Cadice e al turco ex Leverkusen, tutti gli indizi porterebbero ad un sensato ritorno di Gerard Deulofeu, le cui intenzioni di vestire ancora rossonero sarebbero state rese note proprio dal catalano stesso nonostante l’interesse (in un affare ora in sospeso) del Napoli. Tra gli artefici della conquista del sesto posto della scorsa annata, spesso imprendibile in velocità in uno contro uno e tra i pochi elementi in grado di creare superiorità numerica, il prodotto della Masia blaugrana rappresenterebbe l’arma perfetta per contrapporre, alla tecnica e al convergere verso il centro dei due attaccanti esterni milanisti, la grande predisposizione a prendere il fondo, servendo palloni interessanti in area di rigore. Ma al di là del ruolo, delle necessità o delle perplessità, con un occhio anche alle strategie da mettere in atto per ottenere prossimamente il Settlement Agreement dall’UEFA, il diktat dalle parti di via Aldo Rossi 8 sembra essere immodificabile: i veri acquisti del mercato di gennaio saranno i recuperi di chi, dall’arrivo in estate al termine della prima parte di stagione, non ha saputo o potuto incidere a dovere. In due mondi agli antipodi, nel calciomercato di Casa Milan: dai botti estivi alla calma, pressoché totale, di un gennaio silenziosissimo. In cui il suono di due allarmi in particolare, con il tempo, si sta facendo e si farà tuttavia sentire sempre più.

Rassegna Stampa

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