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Napoli, troppo turnover: Ancelotti si gode Milik ma ripensa alle rotazioni

Arkadiusz Milik

È solo grazie ad una prodezza di Arkadiusz Milik che il Napoli non è caduto vittima di sé stesso. Una formazione equamente ripartita tra titolari e riserve è quella che Carlo Ancelotti ha scelto per affrontare il Cagliari alla Sardegna Arena, senza impiegare i quattro giocatori di cui gli azzurri non si sono mai privati contemporaneamente in campo dal 2013. Insigne, Mertens, Callejon ed Hamsik invece si sono accomodati in panchina, e lo slovacco non ha proprio fatto il suo ingresso in campo. Agli altri tre, tuttavia, l’allenatore ha dovuto fare ricorso, per evitare un pareggio deludente contro una squadra ampiamente alla portata. L’intuizione è stata quella di non sostituire Milik, autore di una buona partita ma che come in passato si era visto negare il gol per questione di centimetri. Ancelotti l’ha tenuto in campo, per avere un atteggiamento sempre più offensivo e riservarsi la possibilità di impostare il gioco alzando la palla. E invece il polacco ha risolto la partita nel modo più insolito, calciando alla perfezione una punizione procurata da Mertens a ridosso del limite dell’area di rigore.

La gara di ieri apre ad una riflessione importante, per il tecnico, che potrebbe ripensare alla misura del turnover fin dalla prossima sfida, contro la Spal. Un’altra formazione di livello nettamente inferiore al Napoli, in una partita che precede lo scontro ben più delicato contro l’Inter. La prova della squadra non ha fornito sicurezze, anzi: come già accaduto nel corso di questa stagione, gli azzurri hanno saputo convertire nel massimo profitto un episodio, senza dare alcuna sensazione di controllo sull’avversario. Un copione, questo, che però è sconsigliato provare a riproporre in ogni occasione, perché espone al rischio concreto di perdere ulteriormente terreno nei confronti della Juventus. In questo senso, le tre sfide racchiuse nella settimana tra il 22 e il 29 dicembre con Spal, Inter e Bologna, potranno fornire indicazioni importanti sulle rotazioni di Ancelotti e sulla ricerca del miglior equilibrio tra prime e seconde linee, ancora troppo labile. Uno step di crescita necessario, per mantenere alta la competitività nei tre impegni stagionali che l’allenatore vuole onorare al massimo delle proprie possibilità.

Fonte: Salvatore Malfitano per Il Roma

Rassegna Stampa

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