Con il successo per 3-2 ottenuto dall’Avellino in casa di un Brescia in cui cambia il tecnico in panchina, ma mai lo spartito, si è conclusa ieri pomeriggio la prima giornata del girone di ritorno di Serie B. La ripresa del campionato cadetto dopo la sosta invernale ha dimostrato una volta di più l’imprevedibilità della competizione, regalando match densi di emozioni e colpi di scena. La notizia principale è che il Frosinone di Moreno Longo, essendosi imposto per 4-0 al “Benito Stirpe” contro il fanalino di coda Pro Vercelli grazie ad una prestazione corale di alto livello, ha conquistato la vetta ed inchiodato una volta di più i piemontesi, ai quali a poco sta servendo la cura Atzori, al fondo della graduatoria. A rendere l’aggancio in testa possibile ci ha pensato il quadratissimo Spezia di Gallo che ha fermato il Palermo sullo 0-0 al “Picco“, dimostrando la bontà della propria fase difensiva ed i limiti di quella offensiva dei rosanero.
Ora ciociari ed isolani sono appaiati a 40 punti, ma devono ben guardarsi da una folta schiera di valide inseguitrici. A guidare la remuntada c’è a -3 l’Empoli di Andreazzoli , che ha piegato la resistenza della Ternana, salvata a più riprese da un prodigioso Plizzari ormai in rampa di lancio, grazie alla magnifica conclusione del 2-1 di Castagnetti da oltre 35 metri. A sole due lunghezze dai toscani stazionano le due squadre rivelazione della categoria: Cremonese e Cittadella. I grigiorossi hanno sconfitto con merito un Parma abulico nella cornice dello stadio “Zini” rinnovato e gremito, siglando il gol dell’1-0 nei minuti finali con il centrocampista scuola Juventus Michele Cavion, un habitué della zona Cesarini. I veneti hanno invece ribaltato l’insidiosissima partita di Ascoli, sovvertendo il vantaggio degli uomini di Cosmi realizzato dal neo-acquisto Monachello con il rigore di Iori e la rete decisiva di Luca Vido, appena tornato alla corte di Venturato e già determinante. A pari punti con le sorprese della B, ma con umore sensibilmente diverso, troviamo il Bari di Fabio Grosso, imbrigliato da Castori a Cesena ed incapace di andare oltre l’1-1, confermando la costante del mal di trasferta.
Venezia e Foggia, invece, proseguono la propria caduta libera in classifica: i lagunari perdono 3-2 all’“Arechi” contro la Salernitana a causa di un primo tempo definito dallo stesso Inzaghi “inammissibile” e si allontanano dalla zona play-off, mentre i pugliesi, nonostante la consistentissima campagna acquisti, incappano in una sconfitta per 0-1 al “Pino Zaccheria” sotto i colpi un insolitamente cinico Pescara e restano fermi al quartultimo posto. Segnali di ripresa a centro classifica sono stati lanciati da Novara e Perugia, che hanno avuto la meglio di Carpi e Virtus Entella nelle rispettive gare casalinghe. La squadra di Corini ha esibito una veste solida, ma affatto appariscente, difendendo con successo il vantaggio trovato da Moscati allo scadere del primo tempo. Gli umbri, soprattutto nella ripresa, hanno convinto anche dal punto di vista del gioco, legittimando il gol dell’esordiente Kouan con il raddoppio di Cerri ed una produzione offensiva notevole.