Campione nel 2010 con l’Inter di tutto con Mourinho, Thiago Motta adesso è al PSG come allenatore delle giovanili dopo essersi ritirato a luglio da calciatore.
In una lunghissima intervista a “La Gazzetta dello Sport”, il calciatore italo-brasiliano ha parlato di Inter, del triplete e della Juventus: “Nella mia vita da calciatore ha vinto tutto, sono contentissimo della carriera che ho fatto e non ho nessun rimpianto. Ho giocato al Barcellona, al PSG e all’Inter, meglio non poteva andarmi. Adesso sono diventato un mister a tutti gli effetti e la mia filosofia di gioco è assolutamente offensiva. I miei giocatori devono muoversi sempre e cercare la linea di passaggio più vicina possibile per arrivare in porta con più soluzioni. Il modulo offensivo non esiste, tutti i moduli se interpretati bene possono essere improntati all’attacco. Nell’Inter del triplete il segreto fu Eto’o terzino, adesso faccio lo stesso con qualche mio attaccante. Sicuramente il mio modello di questo tipo di gioco e il City di Guardiola, una squadra che nel derby fa gol dopo 44 passaggi consecutivi non si può nono ammirare. Il miglior allenatore che ho avuto? Senza dubbio Ancelotti, ha una facilità di calcio impressionante, sa sempre gestire in maniera perfetta lo spogliatoio e non usa mai una parola di troppo. Mourinho ovviamente mi ha fatto vincere tutto, a lui devo tanto. Mi ha dato uno spirito combattivo perché con lui bisognava solo vincere, altrimenti erano dolori. Sicuramente quell’Inter è stata la squadra più forte in cui ho giocato, erano tutti top player, anche in panchina. Giocatori come Sneijder, Lucio, Samuel, Eto’o e Maicon non si vedono tutti i giorni nella stessa squadra. Juve? Non può vincere campionati per sempre, le altre società non devono usare questa scusa. Se c’è la possibilità di spodestarla di deve provare, costi quel che costi.”