Se per il Milan è arrivata oggi una buona notizia con la sentenza del Tas, stessa cosa non si può dire per l’ormai ex presidente Yonghong Li. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Li è iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di false comunicazioni sociali, la Guardia di Finanza di Milano sta acquisendo documenti sul suo conto negli uffici di diversi intermediari e advisor che si sono occupati prima dell’acquisto della società da Berlusconi, poi della gestione e della cessione al fondo Elliott. La Procura ha acquisito la sentenza che ha dichiarato il fallimento di Jie Ande, la cassaforte dell’uomo di affari cinese. Su questa società pendeva una richiesta di liquidazione per bancarotta da parte della banca di Canton. Così il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e il pm Paolo Storari hanno contestato all’imprenditore cinese il reato di false comunicazioni sociali in relazione alla nota integrativa al bilancio 2016 del Milan e ad un comunicato del 2018.