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Napoli, Ancelotti: “Sogno di restare a lungo qui, la Juve si può raggiungere”

Da quando è arrivato a Napoli, Carlo Ancelotti continua a ribadire la sua voglia di rimanere in una città che sta imparando ad amare non solo per il calcio ma anche per le bellezza architettoniche e il clima che offre.

Intervistato da “La Gazzetta dello Sport”, l’allenatore dei partenopei ha parlato di come si vive a Napoli, della sua idea di gioco e del confronto in classifica con la Juve: “Il calcio è un gioco, è vero, ma qui a Napoli viene visto con occhi diversi. La gente viene allo stadio per lasciarsi dietro tutte le problematiche che ha e per svagarsi un po’, io mi diverto ancora e vi dico che sono sempre tranquillo, non sento mai la pressione. Secondo me in questo calcio moderno serve molta intelligenza perché il talento e il fisico ce l’hanno tutti, pochi però vedono gli spazi dove non ci sono e pochi sanno muoversi con destrezza in campo. Anche i giocatori lenti riescono a giocare a calcio perché credo che sia uno sport di tutti, non conta una sola qualità ma quello che sai fare nel complesso. Per giocare ad alti livelli poi serve anche personalità e un giocatore abbastanza esile come Luka Modric riesce anche a vincere il Pallone d’Oro. Restare a Napoli? Dal primo giorno che ho messo piede qui ho detto che non me ne sarei andato facilmente, lo penso tuttora e ci sono le possibilità per essere un manager in stile Ferguson a Manchester. Quando mi sveglio e vedo il panorama di Napoli svolgo il mio lavoro con più serenità perché è un ambiente che mi piace molto, si respira la vera aria del Sud Italia. C’è un rispetto particolare per il Napoli qui, contrariamente a quello che si dice nessuno si permette ad importunarti, questa squadra è sacra per i suoi abitanti. Detto ciò credo che questa squadra abbia molto talento e potrà dire la sua fino alla fine in campionato e se tutto va bene ci toglieremo qualche soddisfazione in Champions. Stiamo crescendo molto sotto il punto di vista della personalità e del ritmo, non siamo abituato a giocare in maniera lenta. Abbiamo il miglior centrocampo della Serie A e uno dei migliori difensori al mondo che è Koulibaly, non è detto che la Juve riesca a mantenere la vetta fino all’ultima giornata. Rimpianti? L’unico forse al Bayern, non è stata una bella esperienza dal punto di vista lavorativo perché la società non voleva ringiovanire la squadra, adesso si sono convinti e infatti stanno passando una fase di transizione.”

Rassegna Stampa

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